TEDxRoma intervista gli Speaker – Guglielmo Lanzani

Di Lucio Lussi

Figura tra le personalità scientifiche alla guida dello “Human Technopole” il centro di ricerca italiano che sorgerà nell’area che ha ospitato l’Expo 2015. Verranno raccolte le eccellenze in sette aree di ricerca al fine di rendere l’Italia il paese più longevo del mondo. Quale sono le opportunità concrete per il nostro paese?

Human Technopole costruirà una correlazione tra alimentazione, genetica, invecchiamento e aspettativa di vita, indagando sulle cause di malattie come cancro, Alzheimer, SLA e Parkinson.

Proporrà un’alimentazione preventiva e una nuova forma di medicina personalizzata.

Questo migliorerà la qualità dell’assistenza sanitaria e delle tecnologie alimentari, con ricadute dirette sul nostro paese, anche se il progetto si propone a livello mondiale. Sarà una sorgente di innovazione che rende il nostro paese più competitivo e che creerà nuove professioni e nuovi posti di lavoro

Cambiare le regole del gioco non sembra facile in un settore scientifico come le nanotecnologie. Lei come fa e quali tipologie di “ispirazione” segue?

Soprattutto guardiamo alla natura, che è una fonte inesauribile di idee e soluzioni. Cerchiamo di pensare in maniera originale, chiedendoci come possiamo migliorare o cambiare quello che gli altri hanno fatto, oppure cercando strade nuove. L’avanzamento della conoscenza è un fenomeno sempre collettivo, per questo la connessione con la comunità scientifica internazionale è essenziale. I giovani sono i più portati all’innovazione, perché pensano più liberamente, senza paradigmi pre-costituiti e sono naturalmente disposti al nuovo. Per questo è essenziale che siano coinvolti nella ricerca. Gli studenti di dottorato, con le loro idee, il loro entusiasmo, la loro energia,  sono la linfa vitale della ricerca scientifica.

Cambiare l’Italia può rappresentare una priorità d’azione non solo per la classe dirigente del paese ma anche per gli scienziati. In che modo è possibile sfruttare in tal senso i talenti, le energie e le idee migliori?

Dandogli la possibilità di agire liberamente, senza lacci e laccioli burocratici, dando loro risorse e strutture adeguate. L’Italia ha un ottimo sistema dell’istruzione, crea giovani talenti e non li riesce a sfruttare appieno.

Tra i suoi ambiti di ricerca c’è anche lo studio sulla retina artificiale, volto alla creazione di un dispositivo che permetta il recupero della vista nelle persone che hanno subito danni al nervo ottico. Quale portata rivoluzionaria porta con sé questo progetto?

L’intefaccia uomo-macchina, in questo caso biotico/abiotico, è una delle frontiere del nostro secolo, una sfida difficile, multi-disciplinare e multi culturale. La nostra protesi è fatta con materiali organici, in parte naturali, a base di carbonio. Se funzionerà, sarà un risultato dirompente dal punto di vista dei materiali e delle tecnologie. Inoltre promette di avere prestazioni molto superiori ai prototipi esistenti.

Una scienza maggiormente divulgativa è una chance importante per l’intera società. In che modo è possibile realizzare questa opportunità?

Da un lato, più operativo, con iniziative di divulgazione (come i TED talks) che devono essere comprensibili ai non addetti ai lavori, ed essere presenti  sui mezzi di comunicazione più moderni. Dall’altro, più politico ma altrettanto importante, promuovendo la cultura scientifica e dandole il rispetto e la dignità che merita nella società. Riconoscendo il lavoro degli insegnanti, a partire dalle elementari, creando spazi dedicati che siano funzionali (nuove scuole e istituti degni del loro ruolo) e anche belli (promuovere un’architettura della scienza, della cultura e della conoscenza), investendo seriamente in ricerca.