Il dispiegamento delle più grandi reti di calcolo e comunicazione della storia forniscono immense possibilità e impongono alcune riflessioni. L’attuale pandemia di Covid-19 richiede risposte efficaci dal punto di vista quantitativo e l’elaborazione di possibili soluzioni. Rispetto al passato il mondo ha un nuovo alleato: l’Intelligenza artificiale. Innanzitutto, l’intelligenza artificiale orienta l’uomo a ottenere dalla letteratura scientifica argomenti e dati ricercati in maniera precisa e puntale. Un esempio è rappresentato da Gabriele Sarti, studente in Data Science e Scientific Computing 1 all’Università di Trieste, il quale ha sviluppato un motore di ricerca basato sui più avanzati modelli di intelligenza artificiale che permette di effettuare rapide e precise “ricerche semantiche” tra le pubblicazioni scientifiche su Covid-19.

Nella sfida globale al Covid-19 vi è, inoltre, un altro e fondamentale convitato di pietra: la storia. E’ la storia il motivo per il quale si è scelta razionalmente la via del lockdown, dapprima in Cina, e poi in tutto il mondo toccato dal virus. Essa è magistra e, oltre agli esempi di azioni efficaci dinanzi le crisi ed epidemie, pone il riferimento culturale e qualitativo delle scelte quale bussola del nostro agire.

Fatte salve le premesse sopracitate, va evidenziato come sia stata un’intelligenza artificiale (IA) a comprendere per prima cosa stava avvenendo. Il 30 dicembre scorso, una società di IA chiamata BlueDot 2, che utilizza l’apprendimento automatico per monitorare le epidemie di malattie infettive in tutto il mondo, ha avvertito i clienti, tra cui vari governi, ospedali e aziende, di un insolito aumento dei casi di polmonite a Wuhan. Che l’IA possa individuare un’epidemia dall’altra parte del mondo è piuttosto sorprendente e gli allarmi precoci salvano vite umane.

Nonostante la potenza di calcolo e l’ausilio ai team di ricercatori, l’intelligenza artificiale in medicina gode di una fama sovrastimata. Infatti, secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal 3 ad oggi non è ancora mai stato dimostrato con prove convincenti che le abilità diagnostiche di un software siano migliori di quelle dei medici.

Va sottolineato che la narrazione apparsa in molti servizi giornalistici, secondo cui l’IA sia una nuova potente arma contro le malattie, è solo in parte veritiera e rischia di diventare controproducente se non assistita dallo studio di accademici e ricercatori. Ma, tutto fa sperare che nel prossimo futuro l’intelligenza artificiale possa cambiare in meglio il destino e il corso della storia. Mi riferisco alla disciplina storica che ha innanzitutto posto in evidenza esempi del passato. Si parla, infatti, di “quarantena” a partire dal quattordicesimo secolo quando a Venezia nel 1377 si decise di isolare le navi e le loro ciurme per fermare la diffusione della peste nera.

Il paradosso della modernità e dell’epoca contemporanea risiede nell’idea che la scienza possa dominare ogni cosa, ma questa stessa fiducia non è giustificata razionalmente. La scienza risponde alle esigenze e sfide tecniche gli si presentano, ma i valori sui quali si poggiano le decisioni sono il campo della storia e dell’etica. Per quel che concerne la cultura europea e occidentale in generale, le origini di questi valori sono da riferirsi al mondo antico e facilmente ci si presenta l’Eneide di Virgilio come metafora per spiegare le attuali scelte.

L‘IA non ci salverà dalla pandemia, sicuramente non questa volta. Ma, la potenza di calcolo e i dati integrati potranno sicuramente essere di vitale importanza nel prossimo futuro. La storia resterà magistra e l’intelligenza artificiale, forse, ne cambierà i prossimi destini. La società contemporanea è Enea in fuga dall’incendio che porta con sè il vecchio padre sulle spalle ossia i valori della storia e, per mano, il giovane figlio, le future competenze tecniche. Il tutto per chi verrà dopo di noi.

 

1 Sarti, G. 2020, Covid-19 Semantic Browser – University of Trieste & SISSA

2 Bluedot, The Ultimate Disease Surveillance Customization: BlueDot Insights Introduces Your Custom View of Global Outbreaks

3 BMJ 2020; 368 Artificial intelligence versus clinicians: systematic review of design, reporting standards, and claims of deep learning studies https://doi.org/10.1136/bmj.m689 (Published 25 March 2020) – ; Imperial College London