L’umanità, attraverso il calcolo delle stagioni della natura e la numerazione dei giorni, pone puntualmente uno spartiacque rigido tra un anno e l’altro. Tra cosa è stato prima e cosa dopo. Sebbene innumerevoli cambiamenti, alcuni impercettibili quanto rivoluzionari, si annidino quotidianamente nel corso dell’umanità, il 2020 è stato un anno realmente spartiacque tra ciò che vi è stato prima e quel che verrà dopo. Eppure, tutte le sfide sociali e di crescita sono da sempre le stesse.

Primaria sfida del 2021 sarà – come da molti decenni sottolineato da gran parte della letteratura economica e scientifica- la diseguaglianza. Diseguaglianza nelle possibilità di accesso ai servizi essenziali, a vaccini e medicinali e in ultimo ai sistemi educativi.

Il mondo stesso giustifica le disuguaglianze attraverso il concetto di meritocrazia. Molte società in tutto il mondo affermano di essere meritocratiche, vale a dire che le loro società distribuiscono le risorse esclusivamente sulla base del merito. Il termine “meritocrazia” è stato coniato da Michael Young nel suo saggio distopico del 1958 “The Rise of the Meritocracy” per dimostrare le disfunzioni sociali che prevedeva sorgessero nelle società in cui le élite credono di avere successo interamente sulla base del merito. Quindi ne consegue che l’adozione di questo termine in inglese senza connotazioni negative è da intendersi ironica. La meritocrazia appare esser oggi un concetto che sostiene il progresso e la crescita umana, oltre che la salvaguardia del potere, ma la distorsione del suo significato intrinseco è una giustificazione che cela conflitti e soprattutto rallenta l’avvenire.

Vi sono moltissime forme di disuguaglianza a partire da quella di genere fino a quelle economiche e sociali. Come antidoto alla diseguaglianza vi è solo l’accesso all’istruzione attraverso le istituzioni scolastiche e accademiche, oltre che progetti tesi alla crescita educativa ed umana tramite la divulgazione come TED.

Conclusosi il 2020, un anno certamente difficile per il numero di morti, resta la crisi sanitaria. E’ in questa crisi sanitaria che si concentra per lo più in Occidente e nel Sud del Mondo che risiedono molte disuguaglianze e responsabilità dovute a uno stile di vita collettivo non rispettoso della vita, della natura e della dignità umana. Il contenimento della pandemia ha allargato il grado di disuguaglianza nel mondo, per cui se è vero che il virus non risparmia nessuno, è altrettanto vero che esso ha punito – come dimostrano i grafici sottostanti – maggiormente i più fragili. La pandemia ha aumentato il divario tra le persone sia geograficamente che socialmente.

 

Grafico esplicativo welfare e povertà nel mondo

Source: Oxfam | WorldBank

Con il lancio dei primi vaccini, la diffusione del virus dovrebbe diminuire nei prossimi mesi, ma è probabile che il suo impatto economico persista. In una recente intervista, il premio Nobel Angus Deaton ha affermato che la crescente disuguaglianza ha “molto a che fare con il lavoro”; le restrizioni all’attività introdotte per combattere la pandemia hanno colpito in modo particolarmente duro i lavoratori più poveri, determinando la più grande perdita di produzione globale nella storia moderna.

Il FMI stima che la disuguaglianza di reddito è aumentata in modo più netto nel 2020 rispetto alle precedenti crisi economiche e finanziarie.

La crisi sanitaria che si è abbattuta sulle disuguaglianze economiche ha aumentato il gap tra generi, paesi e soprattutto generazioni. Le nuove generazioni si vedono condannate a non avere speranza nel prossimo futuro. Eppure, l’educazione unita alla tecnologia, di cui i vaccini prodotti contro il Covid-19 sono un lampante esempio e trionfo, deve rinsaldare le persone. E’ nostro compito collettivo trasmettere il meglio che abbiamo a chi verrà dopo di noi. In ciò consiste il cambiamento che deve per necessità e convinzione avvenire nel 2021.

Scrisse il grande poeta portoghese Fernado Pessoa:

«Nasciamo senza saper parlare e moriamo senza aver saputo dire»

A noi e alla lotta alle diseguaglianze il nostro dire e divulgare nel pensiero del presente più profondo, quello che sarà il futuro di domani.

 

 

VIDEO TED CONSIGLIATO SUL TEMA: Richard Wilkinson – How economic inequality harms societies

 

Note:
1 ANGUS DEATON – Health, Inequality, and Economic Development – ANGUS DEATON – Journal of Economic Literature Vol. XLI March 2003) pp. 113–158
OECD – In It Together: Why Less Inequality Benefits All