La “Super Smart Society”

Abitiamo una società mossa da cambiamenti veloci, inattesi. Meno di dieci anni fa è stato introdotto il concetto di “quarta rivoluzione industriale”: una realtà più consapevole e orientata alla “Smart factory”. Con ciò intendendo: novità in tecnologie produttive, servizi informatici abilitanti e una attenzione maggiore ai consumi energetici.

Abbiamo conosciuto storicamente la primordiale società di cacciatori itineranti; quella degli agricoltori stanziali, che avevano appreso tecniche di allevamento e di gestione dei campi; abbiamo costruito la società industriale e la produzione di massa grazie alle prime grandi industrie cittadine, abbiamo infine convissuto con la società dell’informazione, resa possibile dall’invenzione dei computer e dall’accessibilità dell’informazione. Oggi, discutiamo il quinto stadio dell’evoluzione della società: l’avvento della società 5.0, concetto introdotto dalla Keidanren (federazione delle maggiori aziende nipponiche) che si sta delineando giorno dopo giorno.

Il Giappone ha infatti intuito un cambiamento non più centrato sul tipo di tecnologia, ma sul servizio offerto agli utenti finali: Takayuki Sumita, segretario generale di NCP (New Club Paris), ha spiegato nel suo discorso al Japan Tech Leaders Summit, la crucialità della transizione da una “pro-patent economy”, ovvero un’economia orientata al deposito di brevetti, aduna “pro-innovation economy”, orientata appunto all’innovazione.

Accompagnando l’evoluzione della domanda, che diventa più informata e attendente, le industrie intendono sviluppare ulteriormente produttività ed efficienza.

La “super smart society” è un contesto intelligente che persegue responsabilità e sostenibilità. L’obiettivo della sfida appena iniziata comprende tecnologie più vicine al consumatore e ne sfrutta le competenze. L’ottica collaborativa, che nel passato poteva sembrare prerogativa unica degli“heavy users”, nel presente conosce una notevole vivacità e nel breve futuro potrebbe delinearsi come caratteristica comune a tutti i consumatori. L’enorme mole di “data” che la società dell’informazione ha permesso, e continua a permettere di raccogliere, sarà analizzata e gestita da una intelligenza artificiale (AI).

Questa saprà ordinarli e comprenderli, in modo simile a quanto dichiarato nel Manifesto firmato dalla Fondazione Geoknowledge (durante la conferenza Esri Italia 2018): “una società con al centro l’uomo, che bilanci il progresso economico con la soluzione di problemi sociali, attraverso un sistema che integri fortemente il cyber spazio con lo spazio fisico”. Uomini e macchine saranno in grado di interagire in modo sinergico: con consapevolezza e controllo sulla tecnologia, si otterrà la massimizzazione dei benefici dei prodotti considerati.

 

Letizia Giannunzio