L’ampliamento delle risorse disponibili per la popolazione mondiale, le reti connettive al massimo sviluppo della storia e i mezzi di comunicazione accessibili ai più non bastano a rendere le persone sicure. Nello straordinario sviluppo della tecnologia e nell’apertura del suo utilizzo alle masse si registra la mancanza dell’elemento del singolo individuo e del suo spazio di libertà. Una libertà intesa non come possibilità di poter agire fuori da schemi normativi o controllabili dalle istituzioni e/o multinazionali, ma dal sentirsi al sicuro nell’epoca del vertiginoso cambiamento imposto dalla tecnologia digitale.

Il progresso è posto dalla narrazione media come un dogma necessariamente positivo, ma le sfaccettature negative si celano nella quotidianità e annidano i risvolti più cupi laddove si concentrano le maggiori possibilità. Da un’indagine dell’OCSE condotta su 22.000 persone in 21 paesi emerge un “chiaro senso di insoddisfazione e ingiustizia” nelle economie avanzate. A conclusione della sua indagine l’OCSE ha affermato che l’esercizio di “ascoltare le persone” ha prodotto risultati “profondamente preoccupanti”. Ascoltare le persone, un esercizio arduo che nella non declinazione dei bisogni appare sempre più arduo e incomprensibile anche agli algoritmi, che sicuramente processano miliardi di dati in un tempo eccezionale, ma che non possono catturare con l’empatia emozioni, sofferenze e angosce.

Anche all’interno dei singoli paesi, i più sani e ricchi con le maggiori opportunità sono ancora insoddisfatti.

“Queste convinzioni non sono limitate solo a coloro che sono ritenuti” lasciati indietro “, ha affermato Stefano Scarpetta, direttore del settore Occupazione, lavoro e affari sociali dell’OCSE. “I giovani, quelli con alti livelli di istruzione e quelli con alti redditi esprimono forti sentimenti di insoddisfazione e ingiustizia”.

Il rapporto mostra anche che le persone non vogliono abbandonare lo stato o ridurre la spesa sociale. Al contrario, vogliono più spese e in media quasi il 40 percento dichiara di essere disposto a pagare più tasse per migliorare i servizi di salute pubblica e le pensioni.

Nella sfida che il mondo si appresta a sostenere nel prossimo futuro vi è la necessità di utilizzare la tecnologia per l’ascolto del singolo individuo. Nell’agevolazione dello sviluppo di reti sociali reali all’interno di città e spazi fortemente tecnologici ove il rapporto tra ambiente, spazio sociale, tecnologie e uomo non sia mera utopia. Per far ciò è necessaria la presenza di corpi intermedi che compongano gli interessi non materiali delle persone alleviando le angosce. Prima che l’uomo diventi un mero numero seriale e facendo dello sviluppo tecnologico un qualcosa al servizio degli individui e non solamente dei mercati.